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San Martino al Cimino

Il primo vero insediamento iniziò a costituirsi durante, e subito dopo, la costruzione dell'abbazia, ma si sviluppò radicalmente dopo il 1645, quando papa Innocenzo donò l'abbazia a sua cognata Donna Olympia Pamphilij, la donna più venale e perfida del XVII sec., colei che desiderò così tanto il ducato di Castro dei Farnese da preludere la loro decadenza e la conseguente distruzione di Castro.
Con Donna Olympia Maidalchini Pamphilij San Martino divenne un principato e l'abbazia fu prosciolta dalle autorità ecclesiastiche. Subito iniziarono i lavori di restauro, ma soprattutto iniziò la costruzione della sua residenza e lo studio di una pianificazione urbanistica che avrebbe cambiato la fisionomia del paese.
I nuovi palazzi sorsero ai bordi della strada principale che saliva dritta verso l'abbazia, mentre nella via parallela est vennero realizzate le abitazioni a schiera per il popolo, dai caratteristici tetti degradanti, che scendevano, da entrambi i lati, dall'alto fino in fondo al paese.
Le case rappresentarono il risultato di uno studio standardizzato, una sorta di case popolari a riscatto. Molti lavori vennero effettuati, ma tanti altri vennero sospesi dopo la morte di Innocenzo X nel 1655 e di Donna Olympia due anni più tardi e ciò che oggi si vede nel centro storico venne realizzato allora.
San Martino si trova sull'asse viario della Via Francigena; lungo il deverticolo che saliva al passo della montagna, i pellegrini passavano qui per visitare l'Abbazia.

Da Vedere

Abbazia Cistercense, XII sec.
L'abbazia Cistercense
è un maestoso monumento la cui posizione domina la Tuscia viterbese fino al mare, fu eretta nel 1150 circa dai Cistercensi di Pontigny.
Nei secoli venne più volte restaurata senza gravi alterazioni, grazie ai finanziamenti per i lavori di vari papi. Innocenzo III, nel 1208, finanziò le opere di restauro versando 1000 libre d'argento all'abbazia. Agli inizi del 1300, Lando Gatti cacciò i monaci e iniziò il periodo di decadenza.
La meravigliosa facciata, recentemente restaurata, ospita al centro una grande polifora in stile gotico. L'interno è uno dei più belli e suggestivi dell'alto Lazio, molto ampio e strutturato a tre navate con archi a crociera sorretti da colonne e pilastri.
Ovunque risalta la durezza dello stile gotico, accentuato dal peperino.
Tra le opere conservate una tela raffigurante la carità di S.Martino e, nel transetto, un busto in oro e argento.
Aperta tutti i giorni fino a sera.

Palazzo Doria Pamphilij, eretto nel XVII sec. e recentemente restaurato.
Per la visita rivolgersi all'APT, Tel. 0761-291000.

SPETTACOLI E FESTE

AGOSTO TEATRO SANMARTINESE
OTTOBRE SAGRA DELLA CASTAGNA
, degustazione del prodotto, specialità tipiche e manifestazioni folcloristiche.



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